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Search intent

Come riconoscere il search intent e perché è importante

Cosa troverai in questo articolo. Capire e soddisfare l’intento di ricerca degli utenti, ovvero qual è la ragione che si cela dietro a ogni query online, è fondamentale per avere successo con la propria strategia SEO. L’analisi degli intenti di ricerca permette infatti di scegliere, in prima istanza, le parole chiave su cui puntare in base ai propri obiettivi commerciali e, successivamente, di strutturare i contenuti e l’esperienza generale delle varie pagine del proprio sito affinché sia possibile raggiungere il pubblico più interessato ai prodotti o servizi che vendiamo e aumentare le conversioni.

Indice

Praticamente qualsiasi progetto SEO parte da una keyword research, e nessuna keyword research può esistere senza un’adeguata comprensione dell’intento di ricerca che sta dietro a ogni singola parola chiave che decidiamo di includere nel nostro progetto. In questo articolo vi spieghiamo quali sono i tipi principali di search intent, come distinguerli e, soprattutto, con quale scopo e tramite quali tipi di contenuti.

Cos’è il search intent

L’intento di ricerca rappresenta il motivo principale per cui un utente sul Web decide di interrogare un motore di ricerca. Comunemente si distingue fra tre tipologie principali di search intent:

  • Informazionale: si riferisce a quelle query che hanno il principale obiettivo di approfondire un determinato argomento o trovare risposta a una domanda; molte chiavi di ricerca a coda lunga, dunque composte di quattro o più termini, sono in genere informazionali, ma di contro vi sono anche keyword brevissime che corrispondono allo stesso tipo di intento di ricerca; espressioni-spia di un intento di ricerca informazionale sono parole come “cos’è”, “come funziona”, “definizione” etc.;
  • Transazionale: è legato alla volontà di acquistare un determinato prodotto o servizio, confrontare i prezzi o trovare offerte particolarmente convenienti; query con questo intento contengono normalmente espressioni come “prezzo” o “prezzi”, “offerta” od “offerte”, “tariffe” etc.;
  • Navigazionale: riguarda quelle chiavi di ricerca che associano il nome di un brand o di uno specifico sito al nome di un prodotto, servizio o informazione generico; ne sono un esempio tutte le query che inseriamo sul motore di ricerca quando, ad esempio, scriviamo il nome di una ricetta seguito o preceduto dal nome del nostro blog di cucina preferita.

Se individuare il search intent dietro una chiave di ricerca come “offerte scarpe running” è relativamente semplice, ci sono casi in cui è più difficile individuare inequivocabilmente il tipo di intento di una data query. In questi casi bisognerà ricorrere a una serie di tecniche e strategie di cui vi parliamo meglio nel prossimo paragrafo

Come si riconosce il search intent?

La prova empirica è la tecnica più efficace per capire l’intento di ricerca di una data keyword. Inserendola nel motore di ricerca, avremo subito un’idea dei tipi di contenuti che si posizionano bene in SERP per essa.

Gli strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT possono poi semplificare questo lavoro fornendoci, allo stesso tempo, indicazioni sul tipo di intento sotteso a una ricerca e sulla struttura ideale che dovremmo dare a una pagina che desiderassimo posizionare per quella keyword.

Questo lavoro, fatto in fase di kickoff di un progetto SEO, può poi essere arricchito da quanto proviene da strumenti come Google Search Console, una fonte preziosissima per capire sia lo scollamento delle nostre previsioni iniziali dall’effettivo comportamento di ricerca dei nostri utenti, sia per individuare nicchie di ricerca non sfruttate a pieno, sia anche per individuare contenuti che possano essere arricchiti e migliorati nella rilevanza che rivestono per gli utenti che interagiscono con essi.

Importanza del search intent nella SEO

Comprendere i motivi che muovono le ricerche degli utenti permette di creare contenuti più rilevanti per loro, che rispondano in modo puntuale alle loro esigenze specifiche. Ciò si traduce in un maggior coinvolgimento degli utenti, una riduzione della frequenza di rimbalzo e un aumento del tempo trascorso sul sito. 

Naturalmente la comprensione del search intent consente anche di identificare le parole chiave più efficaci rispetto ai propri obiettivi di business e ottenere più visibilità in SERP, con i conseguenti vantaggi in termini di traffico e conversioni, relativamente alle parole chiave su cui desideriamo maggiormente posizionarci

Strategie nella SEO

Le strategie per soddisfare il search intent degli utenti

Una volta identificato il tipo di intento di ricerca che sta dietro a una data query sarà importante disegnare pagine, esperienze e contenuti che rispondano nel modo migliore all’esigenza espressa dagli utenti. Diversi tipi di search intent richiedono, insomma, contenuti e formati diversi:

  • Per quanto riguarda le chiavi di ricerca informazionale sarà prioritario ideare contenuti che forniscano risposte puntuali e precise ai quesiti degli utenti; strumenti come Answer The Public, incrociati con i dati del Keyword Planner di Google Ads, potranno indicarci come strutturare i nostri testi affinché rispettino la piramide dell’informazione e inglobino tutte le informazioni, anche secondarie, che l’utente potrebbe essere interessato/a a scovare. Pertanto, il formato di contenuto che più si conviene a questi intenti di ricerca è di norma quello dell’articolo, della guida o del tutorial;
  • Per soddisfare un intento di ricerca navigazionale è fondamentale creare contenuti che aiutino a navigare in modo facile e intuitivo all’interno del sito. Ciò significa anche usare accortezza nella redazione dei metadati delle pagine inserendo sia branded che unbranded keyword, contribuendo così al buon posizionamento della pagina. Anche la creazione di sitemap in formato HTML può essere una buona risposta a questo tipo di ricerca;
  • Un intento di ricerca transazionale, invece, sarà soddisfatto da contenuti che convincano l’utente, nel più breve tempo possibile, ad acquistare il prodotto o il servizio cercato: qui la chiave di volta è la brevità dei contenuti unita a una loro presentazione visivamente efficace, con brevi blocchi di informazioni e chiare call to action. Si tratta quindi di landing page e schede prodotto ben strutturate, con informazioni sintetiche ma incisive.

Poiché questi intenti di ricerca corrispondono spesso a fasi diverse del funnel di conversione, tutte le tipologie di query dovranno essere rappresentate all’interno di una strategia SEO efficace. La proporzione fra le stesse, ovviamente, dipenderà dai propri obiettivi globali di posizionamento e conversione.

Coming soon:

La prossima settimana, sul blog di Seed parleremo di analisi del crawl budget e della sua importanza per la SEO. Tornate a leggerci!

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