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Seed Connections: intervista a Enrico Zanini

Per le nostre interviste del format “Seed “Connections”, oggi diamo voce a Enrico Zanini, che ha condiviso con noi la sua visione sull’AI e sui cambiamenti in atto nel mondo digital.

Immagine di Enrico Zanini
Enrico Zanini

Nel corso della sua carriera, Enrico Zanini è stato sempre guidato dalla curiosità e da una forte passione per la creazione di strategie significative, capaci di connettere l’innovazione digitale con risultati di business concreti. Con una formazione umanistica e una spiccata attitudine analitica, ha sviluppato una comprensione approfondita di settori diversi, lavorando in mercati globali e ricoprendo ruoli che integrano marketing, comunicazione e tecnologia, sempre con un focus sulle dinamiche B2B.

In qualità di Platforms and Network Director presso SYENSQO, definisce la strategia globale degli ecosistemi digitali dell’azienda, sviluppando piattaforme che semplificano i processi, ottimizzano i flussi di dati e migliorano la comunicazione sia di business sia corporate verso gli stakeholder. La sua esperienza comprende il lancio di soluzioni CRM innovative, la costruzione di customer journey full-funnel e l’implementazione di framework di comunicazione capaci di stimolare l’engagement e generare ROI misurabile.

Porta con sé una combinazione di competenze tecniche, visione strategica e un approccio alla leadership fortemente centrato sulle persone. Che si tratti di lavorare con team multiculturali, guidare progetti data-driven o promuovere trasformazioni digitali, si concentra sulla creazione di contesti in cui innovazione, diversità culturale e collaborazione possano prosperare.

Animato da una costante voglia di apprendere e migliorarsi, affronta le sfide facendo leva anche sulla sua esperienza di ex atleta, basata su concentrazione, disciplina e lavoro di squadra. Ama collaborare con professionisti orientati al futuro, per trasformare idee complesse in risultati concreti.

Oggi, nel 2026, quale pensi sarà la priorità più grande per le imprese?

La sfida maggiore sarà decodificare lo scenario in cui ci stiamo muovendo e i cambiamenti in atto  penso a come l’AI sia sempre più presente – per comprendere come integrarli in modo concreto e utile nei processi aziendali. Trasformare ciò che sta accadendo in un sistema che sia davvero capace di generare valore all’interno della propria impresa“.

AI e marketing: contenuti, dati o automazione, qual è l’uso a tuo avviso più utile e come la stai usando concretamente in azienda?

L’AI è una realtà consolidata, ormai, che amplifica e perfeziona l’output e i processi, ma va controllata. Va gestita con attenzione e necessita di figure dedicate. Ad oggi iniziamo a capirne la direzione nell’utilizzo concreto, ma non ancora i reali orizzonti applicativi. 

Noi come SYENSQO siamo molto attivi nella sperimentazione dell’AI, con l’obiettivo di renderla parte dei processi. Per questo azioni dirette di implementazione e di studio, di ongoing scouting, sono entrate a far parte delle nostre attività quotidiane“.

Se potessi avere un assistente AI personale che fa una sola cosa per te ogni giorno, cosa gli faresti fare?

Analisi e interpretazione dei dati. Una componente analitica solida da sola non bastaservirebbe un guizzo creativo nell’analisi dei dati che generiamoLe analisi oggettive sono necessarie ma devono riuscire a unire trend e previsioni“.

Ai giovani che iniziano ora: che ruolo deve avere l’AI nel loro “toolbox” di competenze? E quale skill “umana” resterà comunque insostituibile?

L’AI è una conditio sine qua non, ormai, nel toolbox di competenze di un marketer.

E non bisogna stupirsi, è già successo in occasione di tutti i precedenti “salti” tecnologici: bisogna capirne l’essenza, non solo cosa fa lo strumento ma anche come lo fa, con quali logiche sottostanti.

Per quanto riguarda le skill umane insostituibili, ritengo sia il mix di metodo, capacità di analisi e creatività. La persona è al centro perché sa leggere le cose, interpretarle e avere una visione d’insieme“.

Guardando al tuo percorso, qual è stata la scelta più coraggiosa che ti ha portato dove sei oggi?

Tutto è frutto di un concatenarsi di elementi, valutando il momento e combinando analisi della situazione con la logica classica del carpe diem. Uno dei momenti cardine, per me, è stato lo shift al digitale, capire come integrarlo con le tradizionali attività offline e come gestire il dato. Credere da subito nella portata del digitale, prima come consulente e poi in azienda“.

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