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Seed Connections: intervista a Marco Giuffrè

Torna “Seed “Connections”: questa volta abbiamo intervistato una voce autorevole in ambito “tecnico”. Con Marco Giuffrè parliamo di Analytics e applicazione dell’AI al mondo dati.

Immagine di Marco Giuffrè
Marco Giuffrè

Marco Giuffré è un Web Analyst con oltre vent’anni di esperienza in Lefebvre Giuffrè, dove ha costruito un percorso continuativo dallo sviluppo web all’analisi digitale. Dopo undici anni come Web Developer, ha integrato competenze di sviluppo e data analysis diventando Web Analyst & Developer, fino ad assumere dal 2018 il ruolo di Web Analyst.
Specializzato in Google Analytics e nelle principali tecniche di misurazione e ottimizzazione delle performance digitali, combina una solida base tecnica con un approccio analitico orientato ai dati e al miglioramento costante dei processi digitali.

Oggi, nel 2026, quale pensi sarà la priorità più grande per le imprese?

Di sicuro la sfida maggiore per le imprese, in generale, e per l’editoria nello specifico, sarà affrontare l’impatto dell’AI sul modo in cui gli utenti cercano e trovano risposte, prodotti e brand online“.

AI e marketing: contenuti, dati o automazione, qual è l’uso a tuo avviso più utile e come la stai usando concretamente in azienda?

L’Intelligenza Artificiale può avere un ruolo enorme come capacità di cambiare la scala delle informazioni: amplia i dati a disposizione in modo inimmaginabile prima d’ora. E questo è sia bene che male: è bene perché permette ragionamento più complessi e rapidi, ma è anche male perché fa fare più errori, più in fretta, e incoraggia la superficialità. Non bisogna mai accogliere un output AI in modo acritico, non ragionato“.

Se potessi avere un assistente AI personale che fa una sola cosa per te ogni giorno, cosa gli faresti fare?

Per me il cruccio più grande a livello professionale è la fase di test, tutto ciò che è creazione e verificare dei test-case.

Iniziano ad esserci dei tool dedicati ma si tratta di un’attività ancora non del tutto automatizzabile, ad oggi. Sarebbe bello se lo fosse“.

Ai giovani che iniziano ora: che ruolo deve avere l’AI nel loro “toolbox” di competenze? E quale skill “umana” resterà comunque insostituibile?

L’AI è un nuovo strumento che c’è e va padroneggiato, studiato a fondo per non utilizzarlo in modo sbagliato.

Nel mio contesto professionale ristretto, il mondo della Web Analytics, a mio avviso non c’è una skill umana che non tramonterà mai: sembra crudo da dire ma, in alcuni settori, l’umano verrà superato. Come è già successo nel corso della storia“.

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