gi-group
Indice

Seed Connections: intervista a Vito Lopriore

gi-group

Seed Connections passa il microfono oggi a un grande professionista che è anche un amico: Vito Lopriore.

Con lui abbiamo parlato di come utilizzare l’AI in modo efficace, senza mai prescindere dalle competenze tecniche e dalla conoscenza umana, che sono la base.

Immagine di Vito Lopriore
Vito Lopriore

Digital Marketing Manager con oltre 20 anni di esperienza in SEO, SEA, CRO e Analytics, maturata in contesti multinazionali tra energy, telco, automotive, HR e travel. Specializzato in strategie full-funnel e AI-driven marketing, con un approccio data-driven che unisce rigore analitico e visione strategica.
Marika guida un team di persone, anche da remoto, garantendo l'allineamento tra i vari reparti e mercati. Ha guidato progetti di trasformazione digitale nei settori dei trasporti e della catena di fornitura, lavorando a stretto contatto con i reparti IT, Operazioni e Logistica per integrare soluzioni innovative quali sistemi ERP, tecnologie IoT e piattaforme basate su cloud, migliorando l'efficienza operativa e la tracciabilità dei processi.

Oggi, nel 2026, quale pensi sia la priorità più grande per le imprese?

“La priorità principale per le imprese è sviluppare skill tecniche interne. Non solo in ambito di prodotto e di production, ma anche di business e management.

L’impatto dei modelli LLM è già molto forte, sta cambiando la vita professionale di molte persone e proprio il modo di lavorare giornalmente“.

AI e marketing: contenuti, dati o automazione, qual è l’uso a tuo avviso più utile e come la stai usando concretamente in azienda?

“L’issue principale qui è come viene trattato il dato, da dove viene il dato, se è pulito, confermato, e se rispetta la privacy. Determinato questo fattore cruciale, una volta pulito e controllato il dato, l’uso più utile sarebbe utilizzarlo a fini business/marketing; studiando il funnel di acquisizione utente B2C o B2B dalla A alla Z, senza ragionare per silos, che secondo me rappresenta ancora un limite e una mancata opportunità.

Uso l’AI concretamente in azienda nello sviluppo di strategie, nell’analisi e
interpretazione dei dati, nel benchmark, per l’ottimizzazione di campagne adv, nel reporting ma, secondo me, siamo ancora in una fase tattica, non strategica. Nel mio settore non ho ancora visto cose che mi hanno colpito per l’efficacia, a parte l’uso di chatbot AI interni per uso professionale. Mi aspetto agenti AI all’interno dei siti che possano recepire richieste anche conversazionali in modo da costruire insieme al sito un percorso di carriera, almeno come touchpoint iniziale ma approfondito, naturalmente tutto guidato da AI“.

Se potessi avere un assistente AI personale che fa una sola cosa per te ogni giorno, cosa gli faresti fare?

“La prima cosa che mi viene in mente è una sorta di rassegna delle mail con check di tutte le parti in cui è richiesto il mio feedback, inserendo questo all’interno di cluster tematici (workflow di progetto) e dando naturalmente una priorità“.

Ai giovani che iniziano ora: che ruolo deve avere l’AI nel loro “toolbox” di competenze? E quale skill “umana” resterà comunque insostituibile?

“Credo che i giovani che iniziano ora, al di là dei ruoli, dei settori o delle mansioni, devono provare a pensare in ogni attività come l’AI può semplificare o migliorare o velocizzare il lavoro e come l’AI, attraverso quale modello LLM, può migliorare l’azienda in cui lavorano.

La skill umana che resterà insostituibile sarà comunque secondo me quella del knowledge tecnico: vedo l’AI come un abilitatore di conoscenze e skill che devono comunque preesistere“.

Guardando al tuo percorso, qual è stata la scelta più coraggiosa che ti ha portato dove sei oggi?

“La scelta più coraggiosa è stata quella di spostarmi molto, e non dico solo in senso di cambiare azienda o lavoro, ma anche quella di spostarmi fisicamente, anche a centinaia di chilometri da un lavoro all’altro.

Questo mi ha dato la possibilità, oltre che di avanzare nella mia knowledge tecnica, di conoscere molti modi di lavorare e di comunicare, riuscendo a comprendere come migliorare le criticità e dandomi più
strumenti per individuarle
“.

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn

Growth Plan

Piano di crescita gratuito
per il tuo sito web

Articoli Correlati

Growth Plan

Piano di crescita gratuito
per il tuo sito web

Formazione

Webinar gratuito
“il futuro della SEO”